Breve storia della fisarmonica

L’antenato della fisarmonica è ritenuto lo ”sheng”, strumento a fiato cinese che risale a circa 4.500 anni fa che sfrutta il principio dell’ancia oscillante, una linguetta di metallo posta in una canna che vibra e produce un suono per mezzo di un flusso d’aria. Avvicinandoci ai giorni nostri, nel 1821 il tedesco Bushmann utilizzò tale principio inventando l’aura, più conosciuta con il nome di “armonica a bocca”.

Nel 1829 l’austriaco Damian brevetta uno strumento ad ancia libera con soffietto (mantice) chiamato “accordeon”. Nello stesso periodo l’inglese Wheatstone produce un piccolo strumento analogo chiamato “concertina”. Negli anni successivi questi primi strumenti furono oggetto di modifiche ed innovazioni fino ad arrivare all’anno 1863.

In quell’anno un pellegrino austriaco di ritorno da una visita al santuario della Madonna Nera a Loreto in provincia di Ancona, giunto di sera nella campagna di Castelfidardo si avvicina ad una casa colonica per chiedere ospitalità per la notte: i proprietari sono i Soprani, famiglia di origini romagnole costituita da Antonio, la moglie Lucia ed i figli Paolo, Settimio e Pasquale. L’ospitalità al pellegrino non viene rifiutata e, dopo cena, questi prende una misteriosa “scatola musicale” che ha con sé ed inizia a suonare suscitando entusiasmo ed interesse in tutti ed in particolare in Paolo, il figlio maggiore diciottenne dei Soprani. Nottetempo, mentre tutti dormono, Paolo sottrae lo strumento al pellegrino, lo smonta, ne studia tutti i dettagli, lo rimonta e lo ripone vicino al pellegrino che dorme. Il mattino seguente il pellegrino si congeda dalla famiglia e, in segno di ringraziamento per l’ospitalità, regala a Paolo la sua armonica. Da quel momento Paolo, che in futuro sarà definito, con merito, come il “padre” della fisarmonica italiana, scompone e studia lo strumento, i suoi meccanismi, ed inizia a fabbricarne di suoi che inizia a vendere nella piazza della vicina Loreto ai pellegrini che si recano in visita al santuario.

Ma la fisarmonica polifonica così come la conosciamo oggi nasce a Stradella in provincia di Pavia nel 1876 ad opera di Mariano Dallapè.

All’opera ed all’ingegno di queste due persone si deve un successo che ha portato alla nascita di numerosi laboratori artigiani che nel corso degli anni sono diventati vere e proprie fabbriche che si sono fatte strada per la qualità dei loro strumenti, veri capolavori dell’artigianato italiano apprezzati in tutto il mondo. Operai dei primi laboratori hanno iniziato successivamente a mettersi in proprio tramandando le loro competenze di generazione in generazione fino ai giorni nostri.

Negli anni ’60 le nuove mode ed i gusti musicali portano al declino della popolarità fin lì raggiunta dalla fisarmonica, declino che inevitabilmente comporta la chiusura di molte fabbriche.

Con l’avvento dell’elettronica negli anni ’80 la fisarmonica conosce una importante evoluzione: pur mantenendo le caratteristiche basilari dello strumento tradizionale viene dotata di nuove sonorità tipiche degli strumenti elettronici (tastiere, sintetizzatori fino ai più recenti expander midi ecc.) giungendo a contenere una vera e propria orchestra.

Le fisarmoniche italiane comunque, per la storia e la maestria degli artigiani che le costruiscono, restano un riferimento di alta qualità a livello mondiale: solo potendo esaminare una fisarmonica dall’interno sarebbe possibile immaginare quanto lavoro, pazienza e passione sono necessari per costruirla.

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